Hachiko

Simbolo di affetto e fedeltà, la storia del cane Hachiko ha scosso l’animo di molti e il cuore di tutti coloro che ne abbiano sentito parlare almeno una volta. Sebbene la vicenda sia arrivata ai più grazie alla pellicola cinematografica Hachiko – Il tuo migliore amico, uscita nel 2009 e remake di una versione del 1987, la storia realmente accaduta che ne fa da sfondo risale a quasi un secolo prima.

La storia di Hachiko

Nato nel 1923, Hachiko (il cui vero nome è in realtà Hachi), è da subito diventato simbolo dell’amore che un cane può provare nei confronti del proprio umano. Il protagonista della vicenda, in questo caso, è il professore e agronomo Hidesaburō Ueno, un uomo giapponese che morirà improvvisamente a causa di un inaspettato malore sul posto di lavoro.

Dopo averlo adottato nel 1924, Hachiko e il professore erano soliti recarsi ogni mattina alla stazione insieme, per attendere il momento in cui l’uomo avrebbe preso il treno per recarsi a lavoro, in università. Il cane, inoltre, usciva di casa ogni sera, all’esatto orario di ritorno del padrone, per aspettarlo.

Il giorno della morte di Ueno, l’animale rimase lì ad attenderlo, inconsapevole dell’accaduto e sperando in un incontro che in realtà non sarebbe mai più avvenuto. Ogni mattina, dunque, per i 10 anni successivi, Hachiko si recherà alla stazione mattina e sera aspettando il suo padrone.

Hachiko diviene per gli abitanti del posto – poi in Giappone e successivamente in tutto il mondo – simbolo di un affetto e di una fedeltà che resiste anche oltre la morte. Il cane morirà all’età di 12 anni, lasciando un ricordo nel cuore di quanti lo hanno conosciuto o hanno ascoltato la sua storia.

Dopo la morte di Hachiko

A seguito della sua morte, numerosi saranno gli esami effettuati sul suo corpo . Alcuni di essi, avvenuti anche di recente, sveleranno la presenza di un cancro ai polmoni e al cuore. Questa procedura è stata possibile grazie al fatto che gli organi di Hachiko sono attualmente conservati all’università di Tokyo. Numerose sono state le commemorazioni a lui dedicate. In Giappone tutt’oggi, ogni 8 Marzo, si celebra l’anniversario della sua dipartita, cerimonia che vede la presenza di moltissimi amanti dell’animale e degli animali in generale, che vi si recano in segno di omaggio e rispetto.

In suo onore, inoltre, sono state realizzate ben due statue in bronzo: la prima, progettata nel 1934, fu successivamente demolita per motivazioni belliche negli anni della seconda guerra mondiale; l’altra fu poi costruita nel medesimo posto della precedente – la stazione di Shibuya – nel 1948. In aggiunta a ciò, una delle uscite della stazione è stata denominata Hachikō-guchi. Sebbene il suo corpo sia attualmente conservato ed esposto al National Museum of Nature and Science di Tokyo, alcune delle sue ossa sono state prelevate e seppellite nel cimitero di Aoyama, vicino alla tomba del suo padrone, il professore Ueno.

Trasposizioni cinematografiche

La storia di Hachiko è stata trasposta in pellicola cinematografica ben due volte: la prima, nel 1987, ha come titolo Hachikō Monogatari (che tradotto diventa La Storia di Hachiko) e racconta la vita dell’animale, concludendosi con una riunione con il padrone in seguito alla sua morte. La seconda, uscita nel 2009, è un remake diretto da Lasse Hallström con protagonista Richard Gere.

Oltre all’aspetto cinematografico, si può notare l’ampia eco raggiunta dalla storia di Hachiko anche in relazione alle altre diverse trasposizioni cui è andata incontro. Si può infatti leggere di Hachiko tra le pagine di libri per bambini e stralci di opere letterarie. Simbolo del fatto che la fedeltà, l’amore e l’empatia sono valori che devono essere trasmessi, ogni giorno e con ogni mezzo, alle generazioni future.

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